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I
conti di Montedoglio furono signori illuminati e
valenti uomini d'arma. Per mantenere la libertà e l’ordine nelle
loro terre dovettero combattere costantemente coloro che le
insidiarono: i borghesi (Borgo Sansepolcro) in primo luogo, autori
di ripetute e sanguinose scorrerie durante i secoli, ma anche
Perugia e Arezzo, inutilmente chiamate più volte a proteggere il
Castello della Pieve.
Chiesero ed infine
ottennero la protezione di
Firenze. Nacque così un legame stretto – che si rivelerà
indissolubile – fra i conti di Montedoglio e la repubblica fiorentina, ma
nuovamente ciò non fu sufficiente. I Conti di Montedoglio decisero
quindi di costituire un Ordine Cavalleresco a garanzia della pace,
la sicurezza e la libertà alla terra di Pieve. Questi Cavalieri non
mancarono di combattere coprendosi di gloria accanto alle truppe
fiorentine ogni volta che ciò si rese
necessario.
L'arme di questo Ordine cavalleresco prese quindi nome da colei che
fu la fondatrice nel XII sec. del
Castel Franco della Pieve di Santo Stefano.
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Matilde,
figlia di
Pier
Simoncione dei conti di Montedoglio, che in un tempo dove alle
donne non era concesso altro che sposarsi e allevare la prole o
chiudersi in convento, ebbe il coraggio di ribellarsi al suo
destino. Sin da giovane fu abile nel reggere le sorti del governo
della sua terra, ampliandone i commerci e le manifatture ed
assicurando così un breve periodo di prosperità e pace
Siamo nel 1498 invece quando le milizie
al soldo di Venezia cercarono di attaccare Firenze occupando i passi
verso nord, dalla Verna a Montalone e Verghereto.
Francesco (detto Cecco) l'ultimo Conte da Montedoglio, senza
discendenti maschi, saputo della minaccia, rientrò precipitosamente
verso la propria terra da Pisa, dove pure si era distinto per
coraggio e audacia.
Qui ritrovò al proprio fianco Paolo Vitelli, lo stesso condottiero
che aveva con lui guidato l’assedio a Pisa, capitano di ventura al
comando delle milizie fiorentine. Francesco da Montedoglio istituì
"le lance del Nobile Ordine dei Cavalieri della Contessa Matilde di
Pier Simoncione da Montedoglio" ispirandosi alla fondatrice di Pieve
e si preparò alla pugna.
Col primo obiettivo di snidare i
veneziani dal Castello di Mignano.....
Per ricordare lo scampato pericolo, fu impresso sul bronzo della
Campana del Popolo la seguente frase: Mentem sanctam spontaneam
honorem Deo, et patriae liberatione -amen- Ave Maria Gratia Plena
Dominus Tecum MCCCCLXXXXVIIII.
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